Europa

Cerca nel blog

Metodo di Ricerca ed analisi adottato

Medoto di ricerca ed analisi adottato
Vds post in data 30 dicembre 2009 sul blog www.coltrinariatlanteamerica seguento il percorso:
Nota 1 - L'approccio concettuale alla ricerca. Il metodo adottato
Nota 2 - La parametrazione delle Capacità dello Stato
Nota 3 - Il Rapporto tra i fattori di squilibrio e le capacità delloStato
Nota 4 - Il Metodo di calcolo adottato

Per gli altri continenti si rifà riferimento al citato blog www.coltrinariatlanteamerica.blogspot.com per la spiegazione del metodo di ricerca.

giovedì 20 novembre 2025

Pedagogia imperiale

 


Sergio Benedetto Sabetta

 

            Nel racconto pedagogico gli elementi sono : il mito, la predestinazione e il trauma.

            Il mito modifica la Storia, riscrivendola sino a trasformare una sconfitta in vittoria, nella predestinazione ogni evento è letto come indicazione di un radioso futuro, il trauma è l’elemento che spinge a riformare una mancanza per recuperare il collegamento all’eterna grandezza. Per cambiare il racconto pedagogico indirizzandolo verso un senso imperiale bisogna quindi agire sulla Storia e sulla necessaria crescita demografica, superando il puro individualismo in funzione della collettività.

            Nelle diverse letture possibili, ad esempio, il concetto stesso di rivoluzione viene a modificarsi tra Europa e Cina, mentre nella prima è intesa quale cambiamento istituzionale, nella seconda significa passaggio del mandato celeste da una vecchia ad una nuova realtà.

            Attualmente l’Europa è sostanzialmente divisa tra Oriente e Occidente, dove l’Oriente è in fase risorgimentale con nuovi progetti, ma per loro la Russia non è Europa essendo una landa barbarica, mentre la stessa Germania risulta divisa tra Oriente e Occidente sul confine dell’Elba.

            I regimi sono fatti dai popoli e nel cambiamento del racconto occorre sempre almeno il tempo di  una generazione, attualmente negli USA vi è un problema di identità che nello scontro tra le opposte correnti ideologiche provoca una tribalizzazione che rischia di minare la credibilità imperiale, facendo venire meno la coerenza del racconto, uno scontro che si è esteso anche alle più prestigiose istituzioni culturali.

            Contro le politiche di diversità appoggiate dai democratici si sono schierate la Corte Suprema, Venti Stati Repubblicani ed il Clermont Institute, uno scontro che ha travolto le direzione delle stesse Accademie rompendo la fiducia nella popolazione americana sulle loro istituzioni culturali. Questo ha provocato una progressiva perdita del pensiero critico a seguito del venire meno della capacità di analisi critica, in un appiattimento progettuale della politica internazionale, problematiche che tendono ad allargarsi all’Europa.

            Gli USA dopo la vittoria nella Guerra Fredda, negli anni ’90 e i primi del 2000 hanno creduto possibile estendere il loro modello culturale a tutto il globo, partendo dall’errato presupposto che tutti desiderassero adottarlo, con le guerre in Afghanistan, Iraq e Siria vi è stato il crollo del mito, l’impossibilità di controllare il mondo nell’eccesso di una sovra estensione, conseguenza del venire meno del nemico storico rappresentato dall’URSS che disciplinava l’impero americano ponendo de limiti.

            Già nell’età romana si era posto il problema dei limiti nell’estensione territoriale dell’Impero, in Germania raggiunto l’Elba in età augustea, con puntate fino alla Vistola, nonostante il ritorno offensivo romano dopo la disfatta di Teotoburgo si era preferito ripiegare sul Reno mantenendo una serie di avamposti e alleanze con tribù germaniche oltre il Reno, identica situazione in Oriente dove nonostante l’avanzata di Traiano oltre l’Eufrate si preferì ripiegare con Adriano in Siria, così anche in Scozia nonostante la vittoriosa avanzata di Settimio Severo, come in Boemia contro i Marcomanni con la campagna di Marco Aurelio.

            Se negli USA si lotta per determinare l’identità, questo ha anche comportato un rallentamento nella mobilità interna creando due blocchi contrapposti statuali, venendo anche meno la spinta missionaria religiosa universale propria degli USA, ormai solo il 47% degli americani è credente.

            Nella crisi americana interna si sono innestate in ambito internazionale una serie di crisi anche belliche per riempire i vuoti creati dal ritiro USA, da questo la loro richiesta agli alleati, in primis all’Europa, di riarmarsi partecipando allo sforzo sia produttivo che finanziario, anche attraverso i dazi quale tributo, richiamo al tributum romano, tassa applicata ai clientes prima di una grande guerra, rompendo il racconto pedagogico economicista della fine della Storia.

            L’Europa in tale frangente risulta essere divisa e ondivaga, quale mosaico di popoli, divenendo semplice spettatrice, l’interesse degli USA è peraltro incentrato in particolare sulla parte orientale dell’Europa a contatto con la Russia, in quest’ambito emerge la Polonia, mentre Francia, Germania e Italia rimangono in ombra, riducendosi prevalentemente all’aspetto finanziario e produttivo.

            Uscendo l’Italia dall’aspetto esclusivamente economicista e rientrando nella Storia in particolare dovrebbe concentrare l’attenzione su tre porte di accesso piuttosto sensibili, Trieste per i Balcani, Taranto per il Mediterraneo orientale e Augusta per il canale di Sicilia.

BIBLIOGRAFIA

·        AA.VV. , Mal d’America Limes, 5/2024;

·        AA.VV., America contro Europa, Limes, 3/2025

Nessun commento: