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Metodo di Ricerca ed analisi adottato

Medoto di ricerca ed analisi adottato
Vds post in data 30 dicembre 2009 sul blog www.coltrinariatlanteamerica seguento il percorso:
Nota 1 - L'approccio concettuale alla ricerca. Il metodo adottato
Nota 2 - La parametrazione delle Capacità dello Stato
Nota 3 - Il Rapporto tra i fattori di squilibrio e le capacità delloStato
Nota 4 - Il Metodo di calcolo adottato

Per gli altri continenti si rifà riferimento al citato blog www.coltrinariatlanteamerica.blogspot.com per la spiegazione del metodo di ricerca.

venerdì 21 marzo 2025

INFOCESVAM N. 1 DEL 2025 Gennaio Febbraio 2025

 

INFOCESVAM

BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

Canale You Tube: ISTITUTONASTROAZZURRO. - CESVAM

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ANNO XII, 61/62/, N. 1, Gennaio Febbraio 2025, 1 marzo 2025

XII/1/951 La decodificazione di questi numeri è la seguente: XII anno di edizione, 1 il Bimestre di edizione di INFOCESVAM, 951 il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro Azzurro, in funzione del supporto scientifico alla offerta formativa dei Master. Inoltre dal gennaio 2023 ha assunto anche la funzione di aggiornamento delle attività di implementazione dell’Archivio Digitale Albo d’Oro Nazionale Dei Decorati al Valor Militare Italiani e Stranieri dal 1793 ad oggi, con la pubblicazione di un ANNESSO. L’ultima indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento

XII/1/952 – Aggiornamento Blog – Sinossi – www.atlanteamerica.blogspot.com. Carte e commenti sulla nuova visione della Amministrazione Trump. Nel mese di febbraio ha avuto 1267 contatti, per un totale di 30 040. I post pubblicati sono 520

XII/1/953 – Questo numero di Infocesvam è dedicato principalmente ai risvolti statistici e alla situazione dei Blog attivi sia storici che geografici che associativi.

XII/1/954 - La sessione di laurea invernale (10 marzo 2025) del Master di 1. Liv. in “Terrorismo ed antiterrorismo internazionale. Obiettivi, Piani Mezzi” si terrà il 10 marzo 2025. Si laureeranno 7 candidati. Tutti hanno espresso il desiderio di avviare la collaborazione con il CESVAM (www.unicusano.it/master)

XII/1/955 Blog www.ilregnodelsud.blogspot.com. ha completato alla data odierna i suoi blog.  È stato trattato il tema del I Fronte della Guerra di Liberazione in vista dell’80 anniversario della fine della guerra di Liberazione

XII/1/957 - Gli articoli, note ed altro materiale per la rivista QUADERNI devono essere inviati alla Redazione (quaderni.cesvam@istitutonastroazzurro.org) entro il 15 aprile 2025 p.v., per la valutazione e la preparazione del N. 2 del 2025. (Uscita giugno 2025) 

XII/1/958 - Nei 11 blog di Storia nel mese di gennaio 2025 i contatti sono stati 3429 (dicembre 2024: 3129) in totale. Con un aumento rispetto al mese precedente di circa 300 unità pari ad un aumento del 20%.

XII/1/959 – Consegna dell’Emblema Araldico. La Federazione Regionale delle Marche, in collaborazione e su input del CESVAM ha organizzato il 16 gennaio 2925 a Recanati la Consegna dell’Emblema araldico ai congiunti della MOVM Mario Alessandro Ceccaroni.

XII/1/960. A partire da giovedì 8 gennaio 2025 è stato aperto un Canale You Tube dedicato all’Istituto del Nastro Azzurro. Tale Canale è stato inteso come vetrina dell’Istituto del Nastro Azzurro e presenterà nel primo trimestre 2025 i Quadri componenti il Manifesto del Centenario (vds). I video saranno trasmessi ogni giovedì, (ore 08.00). Titolo Canale ISTITUTO NASTRO AZZURRO CESVAM

XII/1/961 – In distribuzione il n. 4 del 2024 della Rivista QUADERNI. Numero Copie su carta 250, di cui 200 in distribuzione, 10 Archivio Emeroteca, 40 a disposizione

XII/1/962 - Nei 11 blog di Storia nel mese di febbraio 2025 i contatti sono stati 6433 (febbraio 2025: 3429 in totale. Con un aumento rispetto al mese precedente di circa 3009 unità pari ad un aumento del 1000%., in pratica i contatti si sono raddoppiati

XII/1/963 – Il 27 febbraio 2025 al Museo dei Granatieri Roma è stato presentato il 1 volume “Storia Militare della Guerra Russo-Ucraina.1917 -2014 Volume I, Palladium Edizioni, 2024. Autori Giovanni Cecini e Mirco Campochiari. Il volume entra nelle “Letture” del Master di Politica Militare Comparata

XII/1/964 – Il Blog www.unucispoleto.blospto.com dal 1 gennaio 2025 ha assunto la denominazione di www.informazioneedintelligence.blogspot.com . Tratta degli aspetti riguardanti il contributo alla cultura della sicurezza. Nel mese di febbraio ha avuto 110 contatti, per un totale di 25563. I post pubblicati sono 430

XII/1/965 – Nei 7 blog Associativi e Divulgativi nel mese di gennaio 2025 i contatti sono stati 2133 (dicembre 2024: 2132) in totale. In pratica i contatti sono rimasti stabili né in diminuzione né in aumento

XII/1/966 - La sessione di laurea invernale del Master di 1. Liv. in Storia Militare Contemporanea si terrà il 10 marzo 2025. Si laureeranno 6 candidati. Tutti hanno espresso il desiderio di avviare la collaborazione con il CESVAM (www.unicusano.it/master)

XII/1/967 - Consegna dell’Emblema Araldico. La Federazione Regionale delle Marche, in collaborazione e su input del CESVAM organizzerà il 1 marzo 2925 a Potenza Picena in occasione della Festa della Donna che cadrà il prossimo 8 marzo la Consegna dell’Emblema araldico ai congiunti della MOVM Sergio Piermanni

XII/1/968 – Il Blog “www.uniformologia.blogspot.com ha avuto nel mese di gennaio 2025 n. 1416 contatti (dicembre 2024 erano stati 1024). Nel mese di febbraio i contatti sono stati 1879. In totale dalla sua apertura i contatti sono stati 12951. La tendenza per questo Bimestre è positiva con oltre 400 contatti più ogni mese.

XII/1/969 - Nei 7 blog Associativi e Divulgativi nel mese di febbraio 2025 i contatti sono stati 11863 (gennaio 2025: 2133) in totale. Questo aumento così vistoso è dovuto al numero di contatti registrati per “www.valoremilitare,blogspot.com che ne ha avuto in più 7861 rispetto al mese precedente di 9533.

XII/1/970 - L’esame finale del Corso di approfondimento e specializzazione. in “Terrorismo ed Anti Terrorismo internazionale si terrà il 10 (www.unicusano.it/master)

XII/1/971 - Nei 10 blog di Carattere Geografico e Geopolitico  aggiornamento sinossi dei Master) nel mese di gennaio 2025 i contatti sono stati 1890 in totale. Con un aumento rispetto al mese precedente (1667) del 20%.

XII/1/972 - La Presidenza Nazionale con circolare apposita ha chiesto ai Soci eventuali candidature per le cariche istituzionali. La Circolare è stata inoltrata a tutti i componenti del CESVAM.  È stato proposto il Gen Luigi Marsibilio (Federazione di Ancona) con le indicazioni di delega a rotazione agli altri esponenti del CESVAM

XII/1/973 - Il Blog www.valoremilitare.blogspot.com  ha avuto nel mese di Gennaio 2025  n. 1122 contatti (Dicembre 2024 erano stati 1122). Nel mese di febbraio i contatti sono stati 9533. In totale dalla sua apertura i contatti sono stati  205945 La tendenza per questo Bimestre è positiva e si rileva questo dato anomalo che il blog è stato visitato da circa 10000 persone. Riportando l’edizione di QUADERENI ON LINE il dato appare positivi, in chiave di divulgazione.

XII/1/974 – Nei 10 blog di Carattere Storico nel mese di febbraio 2025 i contatti sono stati 10474 in totale. Con un aumento rispetto al mese precedente (3726) del 289%.

XII/1/975 - Prossimo INFOCESVAM (marzo- aprile) sarà pubblicato il 1 maggio 2025. I precedenti numeri di Infocesvam (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM. e sui vari blog sia storici e che geografici.

(a cura di Massimo Coltrinari) info: centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

lunedì 10 marzo 2025

Tesi di Laurea Salvatore Domenico Vassapolli TERRORISMO INTERENAZIONALE E DISPOSITIVO INTEGRATO; VERSO UNA AGENZIA EUROPEA DI INTELLIGENCE

 

Master

in

“Terrorismo e Antiterrorismo Internazionale.

Obiettivi, Piani e Mezzi.”

 


Terrorismo internazionale e dispositivo integrato di sicurezza: verso un’agenzia europea di intelligence

                             


PREMESSA

 

Fino alla caduta del muro di Berlino la sicurezza internazionale coincideva con la mera protezione manu militari della sovranità territoriale nell’ottica del mantenimento dello status quo. Pertanto, nella concezione “tradizionale” di sicurezza vi era spazio per un unico tipo di attore, ovvero lo Stato, ed un unico tipo di strumento di risoluzione delle controversie, ossia le forze armate. Sennonché la frantumazione del sistema bipolare ha indotto ad un cambiamento strutturale delle relazioni di sicurezza a livello globale[1].

Così, da una concezione “statocentrica” ed unidirezionale delle minacce, ben presto, si è passati ad una visione multiforme e multidimensionale delle sfide alla stabilità internazionale. In tale rinnovato scenario la concezione “tradizionale” di sicurezza è apparsa ampiamente inadeguata alle necessità e sfide del tempo, incapace com’è di tenere in debita considerazione le altre fonti di insicurezza che caratterizzano un sistema mondo altamente globalizzato e, per tale motivo, esposto ad un ampio spettro di minacce attuali e potenziali[2].

Rebus sic stantibus accanto allo Stato, attore protagonista per definizione, emergono nuove entità che reclamano a gran voce maggior visibilità sul palcoscenico internazionale. Tale novità sulla scena globale ha indotto ad un ripensamento delle politiche di sicurezza contemporanee, nella matura consapevolezza della variabilità delle minacce alla stabilità internazionale e della loro possibile provenienza da attori di tipo diverso[3].

Peraltro, se è pur vero che l’attuale quadro di rischio è in buona parte il risultato dell’incompiuta opera di restaurazione di un ordine internazionale politicamente stabile all’indomani della fine della Guerra Fredda, tuttavia, anche il fenomeno della globalizzazione ha giocato un ruolo di primo piano nella ridefinizione sostanziale delle politiche di sicurezza contemporanee[4].

Al cospetto di un fenomeno spesso caotico e contraddittorio, in cui coesistono spinte centrifughe e centripete, interdipendenza e frammentazione, squilibri economici e sviluppo accelerato delle tecnologie dell’informazione, si appalesano così tutte le difficoltà della comunità internazionale nella corretta gestione delle odierne minacce alla sicurezza, vieppiù articolate e complesse[5].

Il presente lavoro ha ad oggetto proprio l’antiterrorismo internazionale, ovverosia l’analisi di tutte quelle iniziative finalizzate al contrasto del terrorismo ovunque questo si manifesti, senza dubbio una delle sfide più ambiziose e, al contempo, delicate del nuovo millennio.

Pur senza pretesa alcuna di esaustività, nel corso dell’elaborato sarà premura di chi scrive fornire al lettore un quadro aggiornato sia delle minacce terroristiche di nuova generazione alla stabilità internazionale, sia dello stato dell’arte delle conseguenti politiche di sicurezza contemporanee, per poi concludere indicando talune prospettive di riforma propedeutiche ad una gestione più efficace ed efficiente degli attuali principali fattori di rischio alla luce del contesto di riferimento che ne fa da sfondo.

Sia chiaro fin da subito, il percorso in vista della restaurazione di un ordine politicamente stabile sul piano internazionale si appalesa indubbiamente tortuoso, nondimeno, non bisogna lasciarsi prendere dallo sconforto, perché nonostante il caos dei tempi è ancora possibile tracciare una sicura direttrice di marcia, nella ferma convinzione che è proprio grazie a studi come questo che anche i fenomeni più complessi possono venire compresi e poi, almeno in parte, affrontati anziché accettati sublimemente.


[1] In argomento, si rinvia a Foradori P., “Sfide globali e risposte nazionali: le trasformazioni della sicurezza nell’era dell’interdipendenza”, in Globalizzazione e processi di integrazione sovranazionale: l’Europa, il mondo, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2006, pp. 179-209.

[2] Con le parole di Krause K.-Williams M.C., “Broadening the agenda of security studies: politics and methods”, in Mershon International Studies Review, Cambridge, Cambridge University Press, n. 40, 1996, p. 230, «in uno scenario sempre più caratterizzato da turbolenza e da crisi di prevedibilità, l’esclusivo fuoco neorealista sulla salvaguardia dei core values di uno Stato dalle minacce militari provenienti dall’esterno dei propri confini non appare più adeguato (se mai lo è stato) per comprendere cosa (o chi) deve essere protetto, da quali minacce e con quali mezzi».

[3] Non a caso, dagli anni ’80 in poi, la tradizionale e circoscritta definizione di “sicurezza” è stata progressivamente identificata con il termine “difesa”, mentre il più ampio concetto di “sicurezza” è stato sempre più utilizzato con riferimento ad un numero crescente di attori (non solo gli Stati) e di strumenti (non solo militari). Per un’analisi della prefata evoluzione, si veda: Attinà F., Il sistema politico globale, Bari, Laterza, 2003; e Giacomello G.-Nation R.C., Security in the west: evolution of a concept, Milano, Vita e Pensiero, 2009.

[4] Cfr. Held D.-McGrew A.G., Globalismo e antiglobalismo, Bologna, Il Mulino, 2010.

[5] Sul tema, si veda Monteleone C., “Sicurezza: una nuova agenda per un concetto in evoluzione”, in Teoria politica, Milano, Franco Angeli, vol. 16, n. 2, 2000, pp. 161-176.

venerdì 28 febbraio 2025

Tesi di Laurea Nicole Tarsi "Giulio Cesare e Vladimir Putin Personalità Geniali e Comandanti Folli? Introduzione

 Master in

“Politica militare comparata dal 1945 ad oggi: dottrina, strategia, armamenti”

GIULIO CESARE E VLADIMIR PUTIN:  PERSONALITA’ GENIALI O COMANDANTI FOLLI?

 

INTRODUZIONE

Lo scenario globale è sempre più caratterizzato da un complesso di equilibri instabili e crescenti competizioni, dove nuovi o rinati attori statali mettono in atto politiche estremamente assertive capaci di far vacillare l’intero sistema mondiale. Lo shock sistemico causato dall’invasione russa dell’Ucraina del 24 febbraio 2022 potrebbe aver costituito la goccia che farà definitivamente traboccare il vaso, compromettendo il sistema e la sicurezza mondiale. Un incontrovertibile trend geopolitico che ha scosso quella stabilità (evidentemente solo apparente) venutasi a creare a partire dagli anni successivi alla guerra fredda. Nel conflitto tra la Russia e l’Ucraina vi sono degli elementi particolarmente caratterizzanti che è bene elencare al fine di delineare al meglio la tipologia di conflitto che ha preso forma ufficialmente dal febbraio 2022.

Primariamente è possibile parlare di Urban warfare, quale aspetto rilevante nei combattimenti in corso. I centri abitati, infatti, mantengono la loro centralità configurandosi come bastioni difensivi fondamentali da controllare e da espugnare, obbligando gli eserciti ad assedi per i quali, forse, nessun esercito è in realtà strutturato per operare efficacemente. Le difficoltà operative non sono certamente poche: l’assedio e la conquista di una città richiede un elevato numero di mezzi e uomini, un elevato spirito di iniziativa e coraggio, nonché la precisa volontà di raggiungere un comune obiettivo strategico.

La seconda caratteristica ha a che fare con gli aspetti logistici, rilevatisi di fondamentale importanza al fine di ridurre quel clausewitziano attrito provocato dall’avanzare delle forze e dalla necessità di mantenere un livello elevato di operabilità delle forze di manovra.  

Un terzo elemento caratterizzante è il fatto che sia ancora oggi necessaria grande concentrazione della propria potenza di fuoco, una forza d’urto sufficientemente soverchiante sulle postazioni difensive, l’importanza di occupare e consolidare le posizioni conquistate. Questo elemento rimarca l’importanza della componente logistica ed evidenzia quanto sia fondamentale anche la preparazione militare, il livello di addestramento e l’efficacia di un sistema di comando e controllo in operazione.

Il quarto punto ha a che fare con i concetti di “Simmetria” ed “Asimmetria”. Il conflitto infatti ha permesso di rendere evidente numerosi effetti positivi portati dall’integrazione, nel proprio sistema di difesa nazionale, di elementi irregolari integrando così il sistema militare in un più ampio “sistema-paese di Difesa civile-militare” e logorando maggiormente un eventuale avversario. Tuttavia, combinare forze simmetriche con quelle asimmetriche ha dei vantaggi e degli svantaggi. I primi sono sicuramente ricollegabili al fatto che utilizzare forze di diversa natura possono apportare un risultato migliore, in linea con quello che ormai è divenuto noto con il nome di combined arms. Gli svantaggi derivano dalla diversa gestione delle forze simmetriche e asimmetriche, che potrebbe dare i suoi effetti negativi nei periodi del post conflict.

Infine, un fattore centrale, oramai da diversi anni, riguarda la tecnologia.  Investire nel settore tecnologico, e nel mantenimento di uno strumento militare moderno è divenuto ormai elemento fondamentale per poter essere preparati agli attuali e futuri scenari di conflitto. Tuttavia, abbiamo visto come nel lungo periodo un conflitto fortemente basato sulla componente tecnologica è destinato a subire un drastico calo in termini di resa operativa.

Nonostante la tragicità degli eventi odierni, dagli scontri ancora in corso è possibile analizzare e studiare molteplici elementi di continuità e di rottura con il passato. Le varie forme di guerra assunte dalle due parti hanno talvolta richiamato i moderni concetti di conflitto interstatale e talvolta hanno invece preso i connotati di una vera e propria guerra convenzionale a fazioni contrapposte.  Questo teatro mondiale ha ridato importanza agli scontri diretti tra combattenti, ponendo quasi in secondo piano tutte le teorie strategiche e dottrinali degli ultimi anni basate su attività di natura cyber, guerra informatica, minacce ibride e operazioni definite other than war[1].  Dal febbraio 2022, data in cui le forze armate della Russia hanno invaso il territorio ucraino, segnando così una violenta escalation in un conflitto politico, militare e diplomatico in corso già dal 2014 ha preso forma una guerra fatta di strategia, pianificazione ed eserciti ben addestrati. Un conflitto che porta a fare un paragone con il passato ed in particolare con le guerre in Gallia condotte da quel leader politico e militare, nonché scrittore, console e oratore romano destinato a lasciare il segno nell’eternità della storia: Caio Giulio Cesare. Se per certi versi il confronto con l'attuale capo di Stato della Russia Vladimir Putin può sembrare azzardato, nel corso di questa trattazione si evidenzieranno i punti di somiglianza tra la due figure politico-militari, nonché il loro rapporto con i propri uomini e con i loro nemici. Sarà doveroso ricercare un approccio diretto che riduca la complessità delle due personalità ed evidenzi un’ipotesi di ciclicità della storia più che dimostrata e che si va a chiudere proprio a Roma, quella città laddove tutto è cominciato, basti pensare alla teoria tradizionalistica secondo cui la Russia è la continuazione dell’eredità romana e il termine zar deriva proprio dal termine Czar, ossia Cesare.

 La Tesi completa è presso il CESVAM Centro Studi sul Valore Militare  Emeroteca



[1] Le operazioni militari diverse dalla guerra (Military operations other than war : MOOTW) sono operazioni militari che non comportano guerra, combattimento, minaccia o uso della violenza. Generalmente includono il mantenimento della pace, la costruzione della pace, la risposta ai disastri, gli aiuti umanitari, l'ingegneria militare, l'applicazione della legge, il controllo degli armamenti, la deterrenza e il multilateralismo.

giovedì 20 febbraio 2025

Tesi di Laurea Riccardo D'Angelo "Gli attentati jihadisti di Barcellona e Cambrils; studio delle dinamiche di radicalizzazione di una cellula terroristica in Spagna e correlazioni con la Taqiyya come meccanismo di dissimulazione della fede islamica”

Anno Accademico 2023-204


 1. Titolo: “17-A: Gli attentati jihadisti di Barcellona e Cambrils; studio delle dinamiche di radicalizzazione di una cellula terroristica in Spagna e correlazioni con la Taqiyya come meccanismo di dissimulazione della fede islamica”



 2. Premessa: Nel corso della presente tesi di studio, è mia intenzione presentare un’analisi sia eziologica che evenemenziale e cronologica degli attentati terroristici di matrice jihadista avvenuti in data 17 agosto 2017 presso le città di Barcellona e di Cambrils. Partendo da alcuni concetti generali di contestualizzazione, come l’evoluzione dei fenomeni jihadisti in Spagna nel corso degli ultimi decenni e la menzione di alcuni degli attentati di maggior risonanza mediatica, è intenzione della tesi quella di approfondire i processi di radicalizzazione che possono caratterizzare sia singoli individui che, come nel caso del 17 A, interi gruppi di individui. Prenderemo dunque in esame alcune delle metodologie attuali di radicalizzazione, facendo sempre riferimento al caso degli ormai noti membri della cellula di Ripoll, dal nome del paese catalano in cui abitavano gli esponenti che hanno poi portato a termine tali attacchi, incluso l’Imam Abdelbaki es Satty, individuato dalle forze dell’ordine come esponente mobilitatore e ente agitatore dell’intero attacco. Altro punto di analisi nella fase finale della tesi sarà il concetto di Taqiyya, intesa come elemento dissimulatore, sempre piú assiduamente rintracciabile negli esponenti delle cellule terroristiche di matrice islamista nei paesi dell’ Europa occidentale. Uno degli elementi che hanno caratterizzato il processo di radicalizzazione della cellula di Ripoll è proprio la dissimulazione dei usi e costumi tipicamente occidentali e proibiti dalla fede musulmana onde evitare di attirare sulla cellula troppa attenzione o pressione, che sia dai gruppi sociali di frequentazione abituale, come in ultimo luogo, dalle forze di Polizia che ne avrebbero potuto identificare le intenzioni, oltre ad essere un fenomeno storico dalle profonde radici religiose, delle quale parleremo seppur brevemente. Obiettivo finale della tesi è quello di verificare se sia possibile individuare alcuni elementi ricorrenti nel processo di radicalizzazione islamista che puó portare all’organizzazione di attacchi terroristici, prendendo in esame gli eventi del piú recente XXI secolo e in territorio spagnolo, ma soprattutto verificare se la taqiyya, presunta o meno, della cellula di Ripoll fosse precedente o meno al precesso di radicalizzazione degli individui che la componevano, 

La Tesi è presso L'Emeroteca del CESVAM Centro Studi sul Valore Militare

lunedì 10 febbraio 2025

La Nato dalle Origini ad oggi. Focus sul Fianco Sud.


 EMEROTECA DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE  2023

venerdì 31 gennaio 2025

Tesi di Laurea Matteo Fabbri . La Premessa.

 

Master in

“Terrorismo e Antiterrorismo Internazionale. Obiettivi, Piani e Mezzi - Liv. 1”

Gli strumenti legislativi dell’Unione europea nella lotta contro il terrorismo

‹‹La Direttiva (UE) 2017/541 e il fenomeno dei combattenti terroristi stranieri››

 ANNO ACCADEMICO 2022/2023


Premessa

  

Nel 2005 Daniel Keohane, un ricercatore presso il Centre for European Reform (CER) di Londra, un think-thank su questioni europee, scriveva ‹‹Nell'Unione europea i terroristi - ma non i poliziotti - possono muoversi facilmente attraverso le frontiere nazionali [...]›› [1].

Dagli attentati terroristici di Madrid dell’11 marzo 2004, i politici dell'UE si sono espressi con forza a favore di una maggiore cooperazione europea nella lotta al terrorismo e che l'Unione europea debba assumere un ruolo maggiore nell’aiutare gli Stati membri a monitorare e prevenire le attività terroristiche transfrontaliere sia entro i confini dell'Europa che oltre.

L’Unione europea può, con la forza del diritto, armonizzare le 27 legislazioni nazionali degli Stati membri su fenomeni, come quello del terrorismo, che involgono aree di intervento politico e tecnico fra le più disparate: non solo le autorità incaricate delle indagini o quelle deputate al perseguimento dei reati, ma anche quelle preposte al controllo delle frontiere esterne, alla politica estera e di difesa comune, quelle che tracciano i movimenti finanziari destinati a sostenere gruppi terroristici, quelle che si occupano dell’istruzione, come la ricerca accademica sui fenomeni terroristici e sulla radicalizzazione.

Cercare di coordinare gli sforzi collettivi di 27 governi a livello di Unione Europea è esponenzialmente più difficile che adottare una singola legislazione per un singolo Stato. Da un lato, infatti, i governi sono d'accordo in linea di principio sul fatto che la cooperazione a livello europeo sia una buona cosa, data la natura transfrontaliera della minaccia terroristica. Dall'altro, sono lenti a conferire all'Unione i poteri (come indagini e procedimenti giudiziari) e le risorse (come intelligence e denaro) di cui avrebbe bisogno per essere veramente efficace. Questo perché la politica di sicurezza - soprattutto quando si tratta di proteggere cittadini - va a toccare il cuore della sovranità nazionale e i governi sono riluttanti a conferire all'UE poteri che potrebbero interferire con le loro leggi esistenti e le pratiche di sicurezza nazionali: in sostanza con le cosiddette politiche dell'ordine e della sicurezza pubblica [2].

Dopo l'11 settembre 2001 l'Unione europea ha costantemente sviluppato, sebbene in maniera disomogenea, misure antiterrorismo nell'ambito del proprio quadro istituzionale e giuridico. Dal dicembre post 9/11 [3] il Consiglio dell'UE ha proposto misure specifiche di per la lotta al terrorismo, tra cui procedure per l'inserimento nella lista nera di persone ed entità coinvolte in atti di terrorismo, la criminalizzazione del finanziamento del terrorismo e il congelamento di tutti i fondi, le attività finanziarie e le risorse economiche di proprietà dei terroristi [4].

Un successivo balzo in avanti della legislazione europea sul contrasto al terrorismo si ha a seguito della necessità di affrontare il fenomeno dei cosiddetti «lupi solitari» e delle cellule terroristiche composte da «foreign terrorist fighters» all'interno del territorio europeo. Necessità divenuta ancora più pressante alla luce degli attacchi terroristici verificatisi negli ultimi anni come quelli di Bruxelles nel 2016, gli eventi di Parigi al giornale satirico Charlie Hebdo (13 novembre 2015) e al teatro Bataclan (9 gennaio 2016), così come gli attacchi a Nizza (14 luglio 2016) e Barcellona (17 agosto 2017), e alla presa di coscienza del fatto di essere stati perpetrati da giovani musulmani, cittadini europei di seconda o terza generazione, attraverso modalità del tutto innovative.

La Direttiva (UE) 2017/541 del marzo 2017 sulla lotta contro il terrorismo è una risposta a questi ultimi eventi e segue un filo che riconduce alla risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che per prima ha dichiarato guerra ai fenomeni come i combattenti terroristi stranieri [5] definiti quali «[…] individui che si recano in uno Stato diverso da quello di residenza o di nazionalità al fine di perpetrare, pianificare o preparare, o partecipare ad atti terroristici o di fornire o ricevere addestramento terroristico, anche in relazione a conflitti armati […]»

 

La ricerca presentata in questa tesi si è pertanto basata sull'analisi comparativa dei documenti rilevanti delle istituzioni europee ed organismi internazionali in materia di terrorismo, dalle comunicazioni strategiche agli atti legislativi veri e propri, ponendone in evidenza il loro ultimo sviluppo e le direttrici future nonché le ricadute ed implicazioni sul lato operativo, avendo come metodo quello di distinguere per obiettivi finali, piani per raggiungerli e mezzi utilizzati o da utilizzarsi per contrastare il fenomeno.

 

 

 

 

 

 



[2] D'altronde è lo stesso Trattato sull'Unione europea (TUE) all'articolo 4 comma 2 a chiarire che ‹‹L'Unione [...] rispetta le funzioni essenziali dello Stato, in particolare le funzioni di salvaguardia dell'integrità territoriale, di mantenimento dell'ordine pubblico e di tutela della sicurezza nazionale. In particolare, la sicurezza nazionale resta di esclusiva competenza di ciascuno Stato membro.››

[3] Ad esempio con il regolamento (CE) n. 2580/2001 del Consiglio, del 27 dicembre 2001, relativo a misure restrittive specifiche, contro determinate persone e entità, destinate a combattere il terrorismo (GU L 344 del 28.12.2001); la posizione comune 2001/931/PESC del Consiglio, del 27 dicembre 2001, relativa all’applicazione di misure specifiche per la lotta al terrorismo (GU L 344 del 28.12.2001); decisione (PESC) 2016/1693 del Consiglio del 20 settembre 2016 concernente misure restrittive nei confronti dell'ISIL e di Al Qaeda e di persone, gruppi, imprese ed entità a essi associati e che abroga la posizione comune 2002/402/PESC (GU L 255 del 21.9.2016); ed altre (cfr. il sito della Commissione europea www.sanctionsmap.eu).

[4] Vedasi da ultimo l’inserimento di soggetti legati alla minaccia rappresentata da Hamas e agli attacchi terroristici perpetrati in Israele del 7 ottobre 2023 (cfr. www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2023/12/08/fight-against-terrorism-council-adds-two-individuals-to-the-eu-terrorist-list-in-response-to-the-7-october-attacks/).

[5] Risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nr. 2178 (2014) del 24 settembre 2014.

domenica 19 gennaio 2025

Rivista QUADERNI N. 4 DEL 2024 Ottobre Dicembre 2024 N. 34 della Rivista

 


 

Nota redazionale:

 

Ultimo numero dell’anno 2024, riporta, dopo l’editoriale, l’intervento di presentazione del Calendari0 Azzurro del 2025 dedicato al Valore Militare nella Guerra di Liberazione da parte di Antonio Vittiglio. LO stesso Calendario, creato e predisposto da Antonio Daniele nella sua interezza tipografica.

 

Il Mondo da cui viviamo, la Memoria, in Approfondimenti, Giorgio Madeddu pone alla attenzione generale le sue ricerche in merito alle prime Medaglie al Valore Militare del Regno di Sardegna, sostenendo tesi tanto originali quanto documentate. In Dibattiti, affronto il tema dei Rapporti tra il partito d’Azione ed il partito comunista in piena Guerra di Liberazione, con materiali per approfondire i variegati apporti della sinistra italiana nella nascente democrazia repubblicana. Osvaldo Biribicchi, in Dibattiti, tratta di un argomento dedicato alla Resistenza nell’Alto Lazio con testimonianze di chi allora protagonista degli eventi. In Archivio, Marco Maria Contardi ci illustra, dal punto di vista architettonico, come l’Esercito Italiano curi il patrimonio artistico ereditato dalle scelte derivanti dalle Leggi Siccardi del 1854. Questa parte, infine, si conclude con l’intervento di Davide Corona con un articolo sulla Guardia alla Frontiera, il Corpo confinario esisto dal 1933 al 1946.

 

Il Mondo in cui viviamo, la realtà d’oggi, porta. In “Una Finestra sul Mondo” un contributo di Nicolò Paganelli, utilizzando il sistema parametrale, dedicato a Cuba, mentre Massimo Dionisi, in Geopolitica delle Prossime Sfide, ci proietta già nel nuovo anno con le eventuali minacce che il Giubileo 2025 innesca come derivazione dei conflitti sia nel Mediterraneo che nella instabilità del Sahel. In chiusura, in Scenari, Regioni, Quadranti, tre carte commentate in merito ai rapporti tra Cina e Russia, ed alla presenza di questa in Africa. Le rubriche di chiusura rispecchiano la tradizione della Rivista. Infine da notare che, come conclusione dei 10 anni del CESVAM (25 settembre 2014 -25 settembre 2024) la II e la III Pagina di Copertina della Rivista riporta la Presenza del CESVAM in Rete e l’elenco delle pubblicazioni attivate. Un augurio migliore per questa data anniversaria non ci si poteva aspettare.

(massimo coltrinari, direttore del CESVAM – Centro Studi sul Valore Militare)

 

 

I Pagina di  Copertina. “Medaglia del Decennale della Fine della Prima Guerra Mondiale (1928).Opera dello scultore Aurelio Mistruzzi, reca l’immagine  di “Roma communis Patria” e nel verso, l’apoteosi glorificatrice del Milite Ignoto

 In base ad un accordo con la S.I.A.M. 8Societa Italina per l’Arte della Medaglia riservò integralmente tutti gli utili della vendita di detta Medaglia a favore dell’Istituto del Nastro Azzirro.

IV di Copertina: I Libri del Nastro Azzurro.

venerdì 10 gennaio 2025

Tesi di Laurea Elda Franchi Terrorismo. I Campi di concentramento in Cina

   Master in

 “TERRORISMO E ANTITERRORISMO INTERNAZIONALE”

Terrorismo. i campi di concentramento in Cina                       

ANNO ACCADEMICO 2023/2024

(dalla presente tesi si estrare il paragrafo - capitolo III- La questione Uigura nella Regione Autonoma dello Xinjiang)


La questione Uigura nella Regione Autonoma dello Xinjiang

Gli Uiguri sono una minoranza turcofona musulmana che vive nel nord-ovest della Cina, soprattutto nello Xinjiang, una regione autonoma della Cina nord-occidentale dal 1955, ed è tra le più grandi della nazione: si trova tra Mongolia, Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Afghanistan, Pakistan, India, la regione autonoma del Tibet e le province del Qinghai e del Gansu. Gli Uiguri hanno una discendenza diretta dalle tribù nomadi provenienti dalla Mongolia che si insediarono nel bacino del Tarim, circondato da catene montuose quali Tian a nord, Pari a ovest e i Kunlun a sud, intorno al VII secolo.

Lo Xinjiang, ceduto dal Guomindang alle forze comuniste durante la guerra civile del 1949, ha acquisito lo status di regione autonoma nel 1955 per la presenza sul territorio della minoranza Uigura, uno dei cinquantasei gruppi etnici riconosciuti dal Partito Comunista Cinese. Questo status le garantisce un proprio governo locale e una maggiore autonomia legislativa.

Questa popolazione è caratterizzata da tratti antropometrici simili a quelli delle popolazioni dell’Asia Centrale, la confessione religiosa (Islam sunnita) e la lingua turcofona.

La “Questione Uigura” comincia con il crollo dell’Unione Sovietica e l’istituzione delle repubbliche indipendenti di Kazakistan, Kirghizistan e Tajikistan lungo i confini della regione, e nasce dalla paura del governo di Pechino della nascita di stati indipendenti in Asia Centrale, infatti, il crollo dell’unione sovietica contribuì a riaccendere i sentimenti secessionisti della minoranza. Nonostante che l’allora presidente cinese Jiang Zemin si affrettò a regolarizzare i rapporti con gli stati emersi dal crollo, gli Uiguri iniziarono degli scambi commerciali con altri Uiguri del Kazakistan e del Kirghizistan: è proprio per questi che la popolazione riscoprì un ideale “panturco” e a fomentare un nuovo ciclo di moti separatisti nella regione.

Le autorità di Pechino hanno racchiuso in questo separatismo la “guerra globale al terrorismo”, trasformando ufficialmente gli Uiguri in “terroristi” per il governo centrale. Gli Uiguri rappresentano la somma di separatismo, estremismo religioso e terrorismo.

È nata così, con la potenziale instabilità creata dagli Uiguri, La Struttura Regionale per l’Antiterrorismo, un’agenzia a cooperazione in Asia Centrals, il cui scopo è quello di scambio di informazioni sui gruppi terroristici nazionali e internazionali. Quest’agenzia fa capo alla SCO, l’organizzazione per la Cooperazione di Shangai che riunisce Cina, Russia, Kazakistan, Tagikistan, Kirghizistan, Uzbekistan, India e Pakistan.

Con i nuovi progetti della Via della Seta, la posizione dello Xinjiang si è aggravata ulteriormente, poiché la regione è attraversata da tre (su cinque) corridoi economici, questa nazione rappresenta una priorità fondamentale per la politica estera della Cina. Il primo corridoio economico, il New Eurasian Land Bridge (NELBEC), connette le regioni costiere della Cina orientale ai mercati dell’Europa settentrionale, valicando le frontiere nazionali proprio tra lo Xinjiang e la zona economica speciale di Khorghos in Kazakistan. Il secondo corridoio, il Cina-Asia Centrale-Asia Occidentale (CCAWAEC), parte dalla capitale regionale dello Xinjiang, la città di Urumqi, e attraversa il Medio Oriente fino a raggiungere il porto del Pireo in Grecia. Il terzo corridoio, il Cina-Pakistan Economic Corridor (CPEC), è uno degli interessi principali di Pechino, connette la città di Kashgar nello Xinjiang meridionale al Mar Arabico, offrendo un accesso diretto alle rotte marittime per i porti di Kenya, Sri Lanka ed Europa. Lo Xinjiang risulta quindi un “tunnel” obbligatorio nei progetti della Nuova via della seta.

A partire dal 2017, secondo le stime, più di un milione di Uiguri si trovano imprigionati nei “centri di formazione professionale”, obbligati ad essere rieducati attraverso il lavoro, a svolgere lavoro forzato, a bassissimo costo, in condizioni disumane. Questi campi sono volti alla rieducazione dei membri delle minoranze islamiche nella regione. Attualmente la dottrina pare essersi concentrata sullo studio della propaganda comunista e la ripetizione di slogan a supporto del presidente Xi; la principale fonte di informazione rimangono le testimonianze.

Gli attentati dell’11 settembre 2001 sono serviti al governo cinese per puntare il dito contro la minaccia terroristica rappresentata dallo Xinjiang, visti già allora come separatisti e inasprendo la loro condizione affermando l’esistenza di un legame tra questi e il terrorismo internazionale e che “separatismo” e “terrorismo” fossero una cosa sola.

Dopo questi avvenimenti, Pechino chiese supporto alla comunità internazionale al fine di debellare questi gruppi di opposizione che minacciavano la stabilità del paese, e nel fronte interno iniziò ad intensificare la repressione religiosa: da un report di Amnesty (marzo 2002) emerge che nei sei mesi successivi agli attentati dell’11 settembre sono state arrestate migliaia di persone, per la maggior parte Uiguri.

Nel settembre 2003, fonti Uigure in esilio hanno affermato che, con la scusa di operazioni di sicurezza contro il terrorismo, decine di migliaia di persone sono state arrestate e accusate di “separatismo” o “terrorismo” perché trovate in possesso di libri Uiguri ed altri documenti sospettati di promuovere l’indipendenza (poi dati alle fiamme). Vennero inoltre chiusi i luoghi che esercitavano una “cattiva influenza sui giovani”. Da questo momento in poi, venne istituita nella regione una campagna di “rieducazione politica” che prevedeva delle lezioni obbligatorie di “educazione politica”aventi il fine di chiarire la politica del governo sulle questioni religiose e le minoranze etniche, di adattare poi la religione alla visione socialista della società per dare stabilità alla regione.

Attualmente, sono considerate legali le pratiche religiose conosciute e controllate dal governo, mentre le attività non riconosciute sono considerate illegali e vengono represse. Le pratiche riconosciute devono avere le seguenti caratteristiche:

  • appartenere ad una delle cinque religioni ufficiali riconosciute dal governo: buddismo, taoismo, cattolicesimo, protestantesimo e islam;
  • essere amministrate da personale ufficialmente accreditato;
  • essere esercitate in luoghi adibiti a questo scopo dal governo;
  • essere svolte nel rispetto e all’interno delle regole fissate dal Partito.

Sono emerse serie preoccupazioni sulla condizione degli Uiguri dopo il rapporto annuale della United States Commission on International Religious Freedom del 2004, dedicato alle misure adottate dalle autorità cinesi per reprimere la libertà di religione nel Xinjiang, in particolare dopo l’annuncio del 2003 del partito della loro intenzione di reprimere gli estremisti religiosi, i terroristi e i separatisti. La commissione chiedeva:

    • “to respect fully the universality of the right to freedom of religion or belief and other human rights and ratify the International Covenant on Civil and Political Rights;
    • to undertake to strengthen scrutiny by international and U.S. bodies of China's human rights practices and the implementation of its international obligations;
    • to raise the profile of the conditions of Uighur Muslims by addressing religious freedom and human rights concerns in bilateral talks; by increasing the number of educational opportunities in the United States available to Uighurs; and by increasing radio broadcasts in the Uighur language”.

La maggior parte dei prigionieri dei Laogai sono di origine Uigura, incarcerati per care di sinizzare il popolo degli Uiguri per farli diventare davvero cinesi: gli Uiguri devono mangiare carne di maiale, bere alcolici e ballare, imposto con la minaccia di morte. "Vivono” in celle sovraffollate e sporche, cantano slogan e sono costretti a guardare video di propaganda. Viene insegnato loro a non essere musulmani e a proteggere la Cina.

Il Partito Comunista Cinese, come di consueto, nega l’esistenza di questa tipologia di carceri nello Xinjiang. Il Ministero degli Esteri cinese ha dichiarato: “Tutti i gruppi etnici nel territorio del Xinjiang vivono in un clima di pace e prosperità.”

Nel novembre del 2019, il New York Times di New York pubblicò più di 400 pagine di documenti riservati che accusavano e dimostravano che la minoranza etnica dello Xinjiang, gli Uiguri, fossero rinchiusi nei campi di rieducazione. Non è stata però la prima volta che veniva esposta questa pratica, infatti, già nel 2008, secondo un’indagine della Laogai Research Foundation, nella Repubblica Popolare Cinese questi campi ammonterebbero a 1.422 per l’esattezza.

Non è certo, anni dopo, quanti siano i campi attualmente attivi. Certo è il punto svelato dalla BBC, ossia che questi campi siano realmente in funzione, che siano incarcerate migliaia e migliaia di persone provenienti dallo Xinjiang, che siano incarcerati uomini, donne, bambini provenienti dalle altre regioni della Cina, che vengano lavorare in condizioni di schiavitù e che vengano sottoposte a torture. Senza alcun tipo di ripercussione sul Governo Cinese.