lunedì 31 marzo 2025
venerdì 21 marzo 2025
INFOCESVAM N. 1 DEL 2025 Gennaio Febbraio 2025
INFOCESVAM
BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE
MILITARE
centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
Canale You Tube: ISTITUTONASTROAZZURRO. - CESVAM
____________________________________________________________________
ANNO XII, 61/62/, N. 1, Gennaio
Febbraio 2025, 1 marzo 2025
XII/1/951 La
decodificazione di questi numeri è la seguente: XII anno di edizione, 1 il
Bimestre di edizione di INFOCESVAM, 951 il numero della comunicazione dal
numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di
informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti
dell’Istituto del Nastro Azzurro, in funzione del supporto scientifico alla
offerta formativa dei Master. Inoltre dal gennaio 2023 ha assunto anche la
funzione di aggiornamento delle attività di implementazione dell’Archivio
Digitale Albo d’Oro Nazionale Dei Decorati al Valor Militare Italiani e
Stranieri dal 1793 ad oggi, con la pubblicazione di un ANNESSO. L’ultima
indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento
XII/1/952 – Aggiornamento
Blog – Sinossi – www.atlanteamerica.blogspot.com.
Carte e commenti sulla nuova visione della Amministrazione Trump. Nel mese di
febbraio ha avuto 1267 contatti, per un totale di 30 040. I post pubblicati
sono 520
XII/1/953 – Questo numero
di Infocesvam è dedicato principalmente ai risvolti statistici e alla situazione
dei Blog attivi sia storici che geografici che associativi.
XII/1/954 - La sessione
di laurea invernale (10 marzo 2025) del Master di 1. Liv. in “Terrorismo ed
antiterrorismo internazionale. Obiettivi, Piani Mezzi” si terrà il 10 marzo
2025. Si laureeranno 7 candidati. Tutti hanno espresso il desiderio di avviare
la collaborazione con il CESVAM (www.unicusano.it/master)
XII/1/955 Blog
www.ilregnodelsud.blogspot.com. ha completato alla data odierna i suoi
blog. È stato trattato il tema del I
Fronte della Guerra di Liberazione in vista dell’80 anniversario della fine
della guerra di Liberazione
XII/1/957 - Gli articoli,
note ed altro materiale per la rivista QUADERNI devono essere inviati alla
Redazione (quaderni.cesvam@istitutonastroazzurro.org)
entro il 15 aprile 2025 p.v., per la valutazione e la preparazione del N. 2 del
2025. (Uscita giugno 2025)
XII/1/958 - Nei 11 blog
di Storia nel mese di gennaio 2025 i contatti sono stati 3429 (dicembre 2024:
3129) in totale. Con un aumento rispetto al mese precedente di circa 300 unità pari
ad un aumento del 20%.
XII/1/959 – Consegna
dell’Emblema Araldico. La Federazione Regionale delle Marche, in collaborazione
e su input del CESVAM ha organizzato il 16 gennaio 2925 a Recanati la Consegna
dell’Emblema araldico ai congiunti della MOVM Mario Alessandro Ceccaroni.
XII/1/960. A partire da giovedì
8 gennaio 2025 è stato aperto un Canale You Tube dedicato all’Istituto del
Nastro Azzurro. Tale Canale è stato inteso come vetrina dell’Istituto del
Nastro Azzurro e presenterà nel primo trimestre 2025 i Quadri componenti il
Manifesto del Centenario (vds). I video saranno trasmessi ogni giovedì, (ore 08.00).
Titolo Canale ISTITUTO NASTRO AZZURRO CESVAM
XII/1/961 – In
distribuzione il n. 4 del 2024 della Rivista QUADERNI. Numero Copie su carta
250, di cui 200 in distribuzione, 10 Archivio Emeroteca, 40 a disposizione
XII/1/962 - Nei 11 blog
di Storia nel mese di febbraio 2025 i contatti sono stati 6433 (febbraio 2025:
3429 in totale. Con un aumento rispetto al mese precedente di circa 3009 unità
pari ad un aumento del 1000%., in pratica i contatti si sono raddoppiati
XII/1/963 – Il 27 febbraio
2025 al Museo dei Granatieri Roma è stato presentato il 1 volume “Storia
Militare della Guerra Russo-Ucraina.1917 -2014 Volume I, Palladium Edizioni,
2024. Autori Giovanni Cecini e Mirco Campochiari. Il volume entra nelle
“Letture” del Master di Politica Militare Comparata
XII/1/964 – Il Blog www.unucispoleto.blospto.com
dal 1 gennaio 2025 ha assunto la denominazione di www.informazioneedintelligence.blogspot.com
. Tratta degli aspetti riguardanti il contributo alla cultura della sicurezza. Nel
mese di febbraio ha avuto 110 contatti, per un totale di 25563. I post
pubblicati sono 430
XII/1/965 – Nei 7 blog
Associativi e Divulgativi nel mese di gennaio 2025 i contatti sono stati 2133 (dicembre
2024: 2132) in totale. In pratica i contatti sono rimasti stabili né in
diminuzione né in aumento
XII/1/966 - La sessione
di laurea invernale del Master di 1. Liv. in Storia Militare Contemporanea si
terrà il 10 marzo 2025. Si laureeranno 6 candidati. Tutti hanno espresso il
desiderio di avviare la collaborazione con il CESVAM (www.unicusano.it/master)
XII/1/967 - Consegna
dell’Emblema Araldico. La Federazione Regionale delle Marche, in collaborazione
e su input del CESVAM organizzerà il 1 marzo 2925 a Potenza Picena in occasione
della Festa della Donna che cadrà il prossimo 8 marzo la Consegna dell’Emblema
araldico ai congiunti della MOVM Sergio Piermanni
XII/1/968 – Il Blog “www.uniformologia.blogspot.com
ha avuto nel mese di gennaio 2025 n. 1416 contatti (dicembre 2024 erano stati
1024). Nel mese di febbraio i contatti sono stati 1879. In totale dalla sua
apertura i contatti sono stati 12951. La tendenza per questo Bimestre è
positiva con oltre 400 contatti più ogni mese.
XII/1/969 - Nei 7 blog
Associativi e Divulgativi nel mese di febbraio 2025 i contatti sono stati 11863
(gennaio 2025: 2133) in totale. Questo aumento così vistoso è dovuto al numero
di contatti registrati per “www.valoremilitare,blogspot.com che ne ha avuto in
più 7861 rispetto al mese precedente di 9533.
XII/1/970 - L’esame
finale del Corso di approfondimento e specializzazione. in “Terrorismo ed Anti
Terrorismo internazionale si terrà il 10 (www.unicusano.it/master)
XII/1/971 - Nei 10 blog di
Carattere Geografico e Geopolitico
aggiornamento sinossi dei Master) nel mese di gennaio 2025 i contatti
sono stati 1890 in totale. Con un aumento rispetto al mese precedente (1667)
del 20%.
XII/1/972 - La Presidenza
Nazionale con circolare apposita ha chiesto ai Soci eventuali candidature per
le cariche istituzionali. La Circolare è stata inoltrata a tutti i componenti
del CESVAM. È stato proposto il Gen
Luigi Marsibilio (Federazione di Ancona) con le indicazioni di delega a
rotazione agli altri esponenti del CESVAM
XII/1/973 - Il Blog www.valoremilitare.blogspot.com ha avuto nel mese di Gennaio 2025 n. 1122 contatti (Dicembre 2024 erano stati
1122). Nel mese di febbraio i contatti sono stati 9533. In totale dalla sua apertura
i contatti sono stati 205945 La tendenza
per questo Bimestre è positiva e si rileva questo dato anomalo che il blog è
stato visitato da circa 10000 persone. Riportando l’edizione di QUADERENI ON
LINE il dato appare positivi, in chiave di divulgazione.
XII/1/974 – Nei 10 blog di
Carattere Storico nel mese di febbraio 2025 i contatti sono stati 10474 in
totale. Con un aumento rispetto al mese precedente (3726) del 289%.
XII/1/975 - Prossimo INFOCESVAM
(marzo- aprile) sarà pubblicato il 1 maggio 2025. I precedenti numeri di
Infocesvam (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org
e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM. e sui vari blog
sia storici e che geografici.
(a cura di Massimo Coltrinari)
info: centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
lunedì 10 marzo 2025
Tesi di Laurea Salvatore Domenico Vassapolli TERRORISMO INTERENAZIONALE E DISPOSITIVO INTEGRATO; VERSO UNA AGENZIA EUROPEA DI INTELLIGENCE
Master
in
“Terrorismo
e Antiterrorismo Internazionale.
Obiettivi,
Piani e Mezzi.”
Terrorismo internazionale e dispositivo integrato di sicurezza: verso
un’agenzia europea di intelligence
PREMESSA
Fino
alla caduta del muro di Berlino la sicurezza internazionale coincideva con la
mera protezione manu militari della
sovranità territoriale nell’ottica del mantenimento dello status quo. Pertanto, nella concezione “tradizionale” di sicurezza
vi era spazio per un unico tipo di attore, ovvero lo Stato, ed un unico tipo di
strumento di risoluzione delle controversie, ossia le forze armate. Sennonché
la frantumazione del sistema bipolare ha indotto ad un cambiamento strutturale
delle relazioni di sicurezza a livello globale[1].
Così,
da una concezione “statocentrica” ed unidirezionale delle minacce, ben presto,
si è passati ad una visione multiforme e multidimensionale delle sfide alla
stabilità internazionale. In tale rinnovato scenario la concezione
“tradizionale” di sicurezza è apparsa ampiamente inadeguata alle necessità e
sfide del tempo, incapace com’è di tenere in debita considerazione le altre
fonti di insicurezza che caratterizzano un sistema mondo altamente globalizzato
e, per tale motivo, esposto ad un ampio spettro di minacce attuali e potenziali[2].
Rebus sic stantibus accanto allo Stato, attore protagonista per
definizione, emergono nuove entità che reclamano a gran voce maggior visibilità
sul palcoscenico internazionale. Tale novità sulla scena globale ha indotto ad
un ripensamento delle politiche di sicurezza contemporanee, nella matura
consapevolezza della variabilità delle minacce alla stabilità internazionale e
della loro possibile provenienza da attori di tipo diverso[3].
Peraltro,
se è pur vero che l’attuale quadro di rischio è in buona parte il risultato
dell’incompiuta opera di restaurazione di un ordine internazionale
politicamente stabile all’indomani della fine della Guerra Fredda, tuttavia,
anche il fenomeno della globalizzazione ha giocato un ruolo di primo piano
nella ridefinizione sostanziale delle politiche di sicurezza contemporanee[4].
Al
cospetto di un fenomeno spesso caotico e contraddittorio, in cui coesistono
spinte centrifughe e centripete, interdipendenza e frammentazione, squilibri
economici e sviluppo accelerato delle tecnologie dell’informazione, si
appalesano così tutte le difficoltà della comunità internazionale nella
corretta gestione delle odierne minacce alla sicurezza, vieppiù articolate e
complesse[5].
Il
presente lavoro ha ad oggetto proprio l’antiterrorismo internazionale,
ovverosia l’analisi di tutte quelle iniziative finalizzate al contrasto del
terrorismo ovunque questo si manifesti, senza dubbio una delle sfide più ambiziose
e, al contempo, delicate del nuovo millennio.
Pur
senza pretesa alcuna di esaustività, nel corso dell’elaborato sarà premura di
chi scrive fornire al lettore un quadro aggiornato sia delle minacce
terroristiche di nuova generazione alla stabilità internazionale, sia dello
stato dell’arte delle conseguenti politiche di sicurezza contemporanee, per poi
concludere indicando talune prospettive di riforma propedeutiche ad una
gestione più efficace ed efficiente degli attuali principali fattori di rischio
alla luce del contesto di riferimento che ne fa da sfondo.
[1] In argomento, si rinvia a Foradori P., “Sfide globali
e risposte nazionali: le trasformazioni della sicurezza nell’era
dell’interdipendenza”, in Globalizzazione
e processi di integrazione sovranazionale: l’Europa, il mondo, Soveria
Mannelli, Rubbettino, 2006, pp. 179-209.
[2] Con le parole di Krause K.-Williams M.C., “Broadening
the agenda of security studies: politics and methods”, in Mershon International Studies Review, Cambridge, Cambridge
University Press, n. 40, 1996, p. 230, «in
uno scenario sempre più caratterizzato da turbolenza e da crisi di
prevedibilità, l’esclusivo fuoco neorealista sulla salvaguardia dei core values
di uno Stato dalle minacce militari provenienti dall’esterno dei propri confini
non appare più adeguato (se mai lo è stato) per comprendere cosa (o chi) deve
essere protetto, da quali minacce e con quali mezzi».
[3] Non a caso, dagli anni ’80 in poi, la tradizionale e
circoscritta definizione di “sicurezza” è stata progressivamente identificata
con il termine “difesa”, mentre il più ampio concetto di “sicurezza” è stato
sempre più utilizzato con riferimento ad un numero crescente di attori (non
solo gli Stati) e di strumenti (non solo militari). Per un’analisi della prefata
evoluzione, si veda: Attinà F., Il
sistema politico globale, Bari, Laterza, 2003; e Giacomello G.-Nation R.C.,
Security in the west: evolution of a
concept, Milano, Vita e Pensiero, 2009.
[4] Cfr. Held
D.-McGrew A.G., Globalismo e antiglobalismo, Bologna, Il Mulino, 2010.
[5] Sul tema, si veda Monteleone C., “Sicurezza: una
nuova agenda per un concetto in evoluzione”, in Teoria politica, Milano, Franco Angeli, vol. 16, n. 2, 2000, pp.
161-176.
venerdì 28 febbraio 2025
Tesi di Laurea Nicole Tarsi "Giulio Cesare e Vladimir Putin Personalità Geniali e Comandanti Folli? Introduzione
Master in
“Politica
militare comparata dal 1945 ad oggi: dottrina, strategia, armamenti”
GIULIO CESARE E VLADIMIR PUTIN: PERSONALITA’ GENIALI O COMANDANTI FOLLI?
INTRODUZIONE
Lo scenario globale è sempre più
caratterizzato da un complesso di equilibri instabili e crescenti competizioni,
dove nuovi o rinati attori statali mettono in atto politiche estremamente
assertive capaci di far vacillare l’intero sistema mondiale. Lo shock sistemico
causato dall’invasione russa dell’Ucraina del 24 febbraio 2022 potrebbe aver
costituito la goccia che farà definitivamente traboccare il vaso,
compromettendo il sistema e la sicurezza mondiale. Un incontrovertibile trend
geopolitico che ha scosso quella stabilità (evidentemente solo apparente)
venutasi a creare a partire dagli anni successivi alla guerra fredda. Nel
conflitto tra la Russia e l’Ucraina vi sono degli elementi particolarmente
caratterizzanti che è bene elencare al fine di delineare al meglio la tipologia
di conflitto che ha preso forma ufficialmente dal febbraio 2022.
Primariamente è possibile parlare di
Urban warfare, quale aspetto rilevante nei combattimenti in corso. I
centri abitati, infatti, mantengono la loro centralità configurandosi come
bastioni difensivi fondamentali da controllare e da espugnare, obbligando gli
eserciti ad assedi per i quali, forse, nessun esercito è in realtà strutturato
per operare efficacemente. Le difficoltà operative non sono certamente poche:
l’assedio e la conquista di una città richiede un elevato numero di mezzi e
uomini, un elevato spirito di iniziativa e coraggio, nonché la precisa volontà
di raggiungere un comune obiettivo strategico.
La seconda caratteristica ha a che
fare con gli aspetti logistici, rilevatisi di fondamentale importanza al fine
di ridurre quel clausewitziano attrito provocato dall’avanzare delle forze e
dalla necessità di mantenere un livello elevato di operabilità delle forze di
manovra.
Un terzo elemento caratterizzante è
il fatto che sia ancora oggi necessaria grande concentrazione della propria
potenza di fuoco, una forza d’urto sufficientemente soverchiante sulle
postazioni difensive, l’importanza di occupare e consolidare le posizioni
conquistate. Questo elemento rimarca l’importanza della componente logistica ed
evidenzia quanto sia fondamentale anche la preparazione militare, il livello di
addestramento e l’efficacia di un sistema di comando e controllo in operazione.
Il quarto punto ha a che fare con i
concetti di “Simmetria” ed “Asimmetria”. Il conflitto infatti ha permesso di
rendere evidente numerosi effetti positivi portati dall’integrazione, nel
proprio sistema di difesa nazionale, di elementi irregolari integrando così il
sistema militare in un più ampio “sistema-paese di Difesa civile-militare” e
logorando maggiormente un eventuale avversario. Tuttavia, combinare forze
simmetriche con quelle asimmetriche ha dei vantaggi e degli svantaggi. I primi
sono sicuramente ricollegabili al fatto che utilizzare forze di diversa natura
possono apportare un risultato migliore, in linea con quello che ormai è
divenuto noto con il nome di combined arms. Gli svantaggi derivano dalla
diversa gestione delle forze simmetriche e asimmetriche, che potrebbe dare i
suoi effetti negativi nei periodi del post conflict.
Infine, un fattore centrale, oramai
da diversi anni, riguarda la tecnologia.
Investire nel settore tecnologico, e nel mantenimento di uno strumento
militare moderno è divenuto ormai elemento fondamentale per poter essere preparati
agli attuali e futuri scenari di conflitto. Tuttavia, abbiamo visto come nel
lungo periodo un conflitto fortemente basato sulla componente tecnologica è
destinato a subire un drastico calo in termini di resa operativa.
Nonostante la tragicità degli eventi
odierni, dagli scontri ancora in corso è possibile analizzare e studiare
molteplici elementi di continuità e di rottura con il passato. Le varie forme
di guerra assunte dalle due parti hanno talvolta richiamato i moderni concetti
di conflitto interstatale e talvolta hanno invece preso i connotati di una vera
e propria guerra convenzionale a fazioni contrapposte. Questo teatro mondiale ha ridato importanza
agli scontri diretti tra combattenti, ponendo quasi in secondo piano tutte le
teorie strategiche e dottrinali degli ultimi anni basate su attività di natura
cyber, guerra informatica, minacce ibride e operazioni definite other than
war[1]. Dal febbraio 2022, data in cui le forze
armate della Russia hanno invaso il territorio ucraino, segnando così una violenta escalation
in un conflitto politico, militare e diplomatico in corso già dal 2014 ha
preso forma una guerra fatta di strategia, pianificazione ed eserciti ben
addestrati. Un conflitto che porta a fare un paragone con il passato ed in
particolare con le guerre in Gallia condotte da quel leader politico e
militare, nonché scrittore, console e oratore romano destinato a lasciare il
segno nell’eternità della storia: Caio Giulio Cesare. Se per certi versi il
confronto con l'attuale capo di Stato della Russia Vladimir Putin può sembrare
azzardato, nel corso di questa trattazione si evidenzieranno i punti di
somiglianza tra la due figure politico-militari, nonché il loro rapporto con i
propri uomini e con i loro nemici. Sarà doveroso ricercare un approccio diretto
che riduca la complessità delle due personalità ed evidenzi un’ipotesi di ciclicità della storia più che dimostrata e che si va a
chiudere proprio a Roma, quella città laddove tutto è cominciato, basti pensare
alla teoria tradizionalistica secondo cui la Russia è la continuazione
dell’eredità romana e il termine zar deriva proprio dal termine Czar,
ossia Cesare.
[1]
Le operazioni militari diverse dalla guerra (Military operations other
than war : MOOTW) sono operazioni militari che non comportano guerra,
combattimento, minaccia o uso della violenza. Generalmente includono il
mantenimento della pace, la costruzione della pace, la risposta ai disastri,
gli aiuti umanitari, l'ingegneria militare, l'applicazione della legge, il
controllo degli armamenti, la deterrenza e il multilateralismo.
giovedì 20 febbraio 2025
Tesi di Laurea Riccardo D'Angelo "Gli attentati jihadisti di Barcellona e Cambrils; studio delle dinamiche di radicalizzazione di una cellula terroristica in Spagna e correlazioni con la Taqiyya come meccanismo di dissimulazione della fede islamica”
Anno Accademico 2023-204
1. Titolo: “17-A: Gli attentati jihadisti di Barcellona e Cambrils; studio delle dinamiche di radicalizzazione di una cellula terroristica in Spagna e correlazioni con la Taqiyya come meccanismo di dissimulazione della fede islamica”
2. Premessa: Nel corso della presente tesi di studio, è mia intenzione presentare un’analisi sia eziologica che evenemenziale e cronologica degli attentati terroristici di matrice jihadista avvenuti in data 17 agosto 2017 presso le città di Barcellona e di Cambrils. Partendo da alcuni concetti generali di contestualizzazione, come l’evoluzione dei fenomeni jihadisti in Spagna nel corso degli ultimi decenni e la menzione di alcuni degli attentati di maggior risonanza mediatica, è intenzione della tesi quella di approfondire i processi di radicalizzazione che possono caratterizzare sia singoli individui che, come nel caso del 17 A, interi gruppi di individui. Prenderemo dunque in esame alcune delle metodologie attuali di radicalizzazione, facendo sempre riferimento al caso degli ormai noti membri della cellula di Ripoll, dal nome del paese catalano in cui abitavano gli esponenti che hanno poi portato a termine tali attacchi, incluso l’Imam Abdelbaki es Satty, individuato dalle forze dell’ordine come esponente mobilitatore e ente agitatore dell’intero attacco. Altro punto di analisi nella fase finale della tesi sarà il concetto di Taqiyya, intesa come elemento dissimulatore, sempre piú assiduamente rintracciabile negli esponenti delle cellule terroristiche di matrice islamista nei paesi dell’ Europa occidentale. Uno degli elementi che hanno caratterizzato il processo di radicalizzazione della cellula di Ripoll è proprio la dissimulazione dei usi e costumi tipicamente occidentali e proibiti dalla fede musulmana onde evitare di attirare sulla cellula troppa attenzione o pressione, che sia dai gruppi sociali di frequentazione abituale, come in ultimo luogo, dalle forze di Polizia che ne avrebbero potuto identificare le intenzioni, oltre ad essere un fenomeno storico dalle profonde radici religiose, delle quale parleremo seppur brevemente. Obiettivo finale della tesi è quello di verificare se sia possibile individuare alcuni elementi ricorrenti nel processo di radicalizzazione islamista che puó portare all’organizzazione di attacchi terroristici, prendendo in esame gli eventi del piú recente XXI secolo e in territorio spagnolo, ma soprattutto verificare se la taqiyya, presunta o meno, della cellula di Ripoll fosse precedente o meno al precesso di radicalizzazione degli individui che la componevano,
La Tesi è presso L'Emeroteca del CESVAM Centro Studi sul Valore Militare
lunedì 10 febbraio 2025
venerdì 31 gennaio 2025
Tesi di Laurea Matteo Fabbri . La Premessa.
Master in
“Terrorismo
e Antiterrorismo Internazionale. Obiettivi, Piani e Mezzi - Liv. 1”
Gli strumenti legislativi dell’Unione europea nella lotta contro il terrorismo
‹‹La
Direttiva (UE) 2017/541 e il fenomeno dei combattenti terroristi stranieri››
Premessa
Nel 2005 Daniel Keohane,
un ricercatore presso il Centre for European Reform (CER) di Londra, un think-thank
su questioni europee, scriveva ‹‹Nell'Unione europea i terroristi - ma non i
poliziotti - possono muoversi facilmente attraverso le frontiere nazionali
[...]›› [1].
Dagli attentati
terroristici di Madrid dell’11 marzo 2004, i politici dell'UE si sono espressi
con forza a favore di una maggiore cooperazione europea nella lotta al
terrorismo e che l'Unione europea debba assumere un ruolo maggiore nell’aiutare
gli Stati membri a monitorare e prevenire le attività terroristiche
transfrontaliere sia entro i confini dell'Europa che oltre.
L’Unione europea può, con
la forza del diritto, armonizzare le 27 legislazioni nazionali degli Stati
membri su fenomeni, come quello del terrorismo, che involgono aree di
intervento politico e tecnico fra le più disparate: non solo le autorità
incaricate delle indagini o quelle deputate al perseguimento dei reati, ma
anche quelle preposte al controllo delle frontiere esterne, alla politica
estera e di difesa comune, quelle che tracciano i movimenti finanziari
destinati a sostenere gruppi terroristici, quelle che si occupano
dell’istruzione, come la ricerca accademica sui fenomeni terroristici e sulla
radicalizzazione.
Cercare di coordinare gli
sforzi collettivi di 27 governi a livello di Unione Europea è esponenzialmente
più difficile che adottare una singola legislazione per un singolo Stato. Da un
lato, infatti, i governi sono d'accordo in linea di principio sul fatto che la
cooperazione a livello europeo sia una buona cosa, data la natura
transfrontaliera della minaccia terroristica. Dall'altro, sono lenti a
conferire all'Unione i poteri (come indagini e procedimenti giudiziari) e le
risorse (come intelligence e denaro) di cui avrebbe bisogno per essere
veramente efficace. Questo perché la politica di sicurezza - soprattutto quando
si tratta di proteggere cittadini - va a toccare il cuore della sovranità
nazionale e i governi sono riluttanti a conferire all'UE poteri che potrebbero
interferire con le loro leggi esistenti e le pratiche di sicurezza nazionali:
in sostanza con le cosiddette politiche dell'ordine e della sicurezza pubblica [2].
Dopo l'11 settembre 2001
l'Unione europea ha costantemente sviluppato, sebbene in maniera disomogenea,
misure antiterrorismo nell'ambito del proprio quadro istituzionale e giuridico.
Dal dicembre post 9/11 [3] il Consiglio dell'UE ha
proposto misure specifiche di per la lotta al terrorismo, tra cui procedure per
l'inserimento nella lista nera di persone ed entità coinvolte in atti di
terrorismo, la criminalizzazione del finanziamento del terrorismo e il
congelamento di tutti i fondi, le attività finanziarie e le risorse economiche
di proprietà dei terroristi [4].
Un successivo balzo in
avanti della legislazione europea sul contrasto al terrorismo si ha a seguito
della necessità di affrontare il fenomeno dei cosiddetti «lupi solitari» e
delle cellule terroristiche composte da «foreign terrorist fighters»
all'interno del territorio europeo. Necessità divenuta ancora più pressante
alla luce degli attacchi terroristici verificatisi negli ultimi anni come quelli
di Bruxelles nel 2016, gli eventi di Parigi al giornale satirico Charlie Hebdo
(13 novembre 2015) e al teatro Bataclan (9 gennaio 2016), così come gli
attacchi a Nizza (14 luglio 2016) e Barcellona (17 agosto 2017), e alla presa
di coscienza del fatto di essere stati perpetrati da giovani musulmani,
cittadini europei di seconda o terza generazione, attraverso modalità del tutto
innovative.
La Direttiva (UE)
2017/541 del marzo 2017 sulla lotta contro il terrorismo è una risposta a
questi ultimi eventi e segue un filo che riconduce alla risoluzione del
Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che per prima ha dichiarato guerra
ai fenomeni come i combattenti terroristi stranieri [5] definiti quali «[…]
individui che si recano in uno Stato diverso da quello di residenza o di
nazionalità al fine di perpetrare, pianificare o preparare, o partecipare ad
atti terroristici o di fornire o ricevere addestramento terroristico, anche in
relazione a conflitti armati […]»
La ricerca presentata in
questa tesi si è pertanto basata sull'analisi comparativa dei documenti
rilevanti delle istituzioni europee ed organismi internazionali in materia di
terrorismo, dalle comunicazioni strategiche agli atti legislativi veri e
propri, ponendone in evidenza il loro ultimo sviluppo e le direttrici future
nonché le ricadute ed implicazioni sul lato operativo, avendo come metodo
quello di distinguere per obiettivi finali, piani per raggiungerli e mezzi
utilizzati o da utilizzarsi per contrastare il fenomeno.
[1]
Daniel Keohane, The EU and counter-terrorism,
Centre for European Reform (CER) working paper, Londra, maggio 2005.
[2] D'altronde è lo stesso Trattato
sull'Unione europea (TUE) all'articolo 4 comma 2 a chiarire che ‹‹L'Unione
[...] rispetta le funzioni essenziali dello Stato, in particolare le funzioni
di salvaguardia dell'integrità territoriale, di mantenimento dell'ordine
pubblico e di tutela della sicurezza nazionale. In particolare, la sicurezza
nazionale resta di esclusiva competenza di ciascuno Stato membro.››
[3] Ad esempio con il regolamento (CE)
n. 2580/2001 del Consiglio, del 27 dicembre 2001, relativo a misure restrittive
specifiche, contro determinate persone e entità, destinate a combattere il
terrorismo (GU L 344 del 28.12.2001); la posizione comune 2001/931/PESC del
Consiglio, del 27 dicembre 2001, relativa all’applicazione di misure
specifiche per la lotta al terrorismo (GU L 344 del 28.12.2001); decisione
(PESC) 2016/1693 del Consiglio del 20 settembre 2016 concernente misure
restrittive nei confronti dell'ISIL e di Al Qaeda e di persone, gruppi, imprese
ed entità a essi associati e che abroga la posizione comune 2002/402/PESC
(GU L 255 del 21.9.2016); ed altre (cfr. il sito della Commissione europea www.sanctionsmap.eu).
[4] Vedasi da ultimo l’inserimento di
soggetti legati alla minaccia rappresentata da Hamas e agli attacchi
terroristici perpetrati in Israele del 7 ottobre 2023 (cfr. www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2023/12/08/fight-against-terrorism-council-adds-two-individuals-to-the-eu-terrorist-list-in-response-to-the-7-october-attacks/).
[5] Risoluzione del Consiglio di
sicurezza delle Nazioni Unite nr. 2178 (2014) del 24 settembre 2014.
domenica 19 gennaio 2025
Rivista QUADERNI N. 4 DEL 2024 Ottobre Dicembre 2024 N. 34 della Rivista
Nota redazionale:
Ultimo numero
dell’anno 2024, riporta, dopo l’editoriale, l’intervento di presentazione del
Calendari0 Azzurro del 2025 dedicato al Valore Militare nella Guerra di
Liberazione da parte di Antonio Vittiglio. LO stesso Calendario, creato e
predisposto da Antonio Daniele nella sua interezza tipografica.
Il Mondo da cui
viviamo, la Memoria, in Approfondimenti, Giorgio Madeddu pone alla attenzione
generale le sue ricerche in merito alle prime Medaglie al Valore Militare del
Regno di Sardegna, sostenendo tesi tanto originali quanto documentate. In
Dibattiti, affronto il tema dei Rapporti tra il partito d’Azione ed il partito
comunista in piena Guerra di Liberazione, con materiali per approfondire i
variegati apporti della sinistra italiana nella nascente democrazia
repubblicana. Osvaldo Biribicchi, in Dibattiti, tratta di un argomento dedicato
alla Resistenza nell’Alto Lazio con testimonianze di chi allora protagonista
degli eventi. In Archivio, Marco Maria Contardi ci illustra, dal punto di vista
architettonico, come l’Esercito Italiano curi il patrimonio artistico ereditato
dalle scelte derivanti dalle Leggi Siccardi del 1854. Questa parte, infine, si
conclude con l’intervento di Davide Corona con un articolo sulla Guardia alla
Frontiera, il Corpo confinario esisto dal 1933 al 1946.
Il Mondo in cui
viviamo, la realtà d’oggi, porta. In “Una Finestra sul Mondo” un contributo di
Nicolò Paganelli, utilizzando il sistema parametrale, dedicato a Cuba, mentre
Massimo Dionisi, in Geopolitica delle Prossime Sfide, ci proietta già nel nuovo
anno con le eventuali minacce che il Giubileo 2025 innesca come derivazione dei
conflitti sia nel Mediterraneo che nella instabilità del Sahel. In chiusura, in
Scenari, Regioni, Quadranti, tre carte commentate in merito ai rapporti tra
Cina e Russia, ed alla presenza di questa in Africa. Le rubriche di chiusura
rispecchiano la tradizione della Rivista. Infine da notare che, come
conclusione dei 10 anni del CESVAM (25 settembre 2014 -25 settembre 2024) la II
e la III Pagina di Copertina della Rivista riporta la Presenza del CESVAM in
Rete e l’elenco delle pubblicazioni attivate. Un augurio migliore per questa
data anniversaria non ci si poteva aspettare.
(massimo coltrinari,
direttore del CESVAM – Centro Studi sul Valore Militare)
I
Pagina di Copertina. “Medaglia del
Decennale della Fine della Prima Guerra Mondiale (1928).Opera dello scultore
Aurelio Mistruzzi, reca l’immagine di
“Roma communis Patria” e nel verso, l’apoteosi glorificatrice del Milite Ignoto
In base ad un accordo con la S.I.A.M. 8Societa
Italina per l’Arte della Medaglia riservò integralmente tutti gli utili della
vendita di detta Medaglia a favore dell’Istituto del Nastro Azzirro.
IV
di Copertina: I Libri del Nastro Azzurro.
venerdì 10 gennaio 2025
Tesi di Laurea Elda Franchi Terrorismo. I Campi di concentramento in Cina
Master in
“TERRORISMO E ANTITERRORISMO INTERNAZIONALE”
Terrorismo. i campi di concentramento in Cina
ANNO ACCADEMICO 2023/2024
(dalla presente tesi si estrare il paragrafo - capitolo III- La questione Uigura nella Regione Autonoma dello Xinjiang)
La questione Uigura nella Regione Autonoma dello Xinjiang
Gli
Uiguri sono una minoranza turcofona musulmana che vive nel nord-ovest della
Cina, soprattutto nello Xinjiang, una regione autonoma della Cina
nord-occidentale dal 1955, ed è tra le più grandi della nazione: si trova tra
Mongolia, Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Afghanistan, Pakistan,
India, la regione autonoma del Tibet e le province del Qinghai e del Gansu. Gli
Uiguri hanno una discendenza diretta dalle tribù nomadi provenienti dalla
Mongolia che si insediarono nel bacino del Tarim, circondato da catene montuose
quali Tian a nord, Pari a ovest e i Kunlun a sud, intorno al VII secolo.
Lo
Xinjiang, ceduto dal Guomindang alle forze comuniste durante la guerra civile
del 1949, ha acquisito lo status di regione autonoma nel 1955 per la presenza
sul territorio della minoranza Uigura, uno dei cinquantasei gruppi etnici
riconosciuti dal Partito Comunista Cinese. Questo status le garantisce un
proprio governo locale e una maggiore autonomia legislativa.
Questa
popolazione è caratterizzata da tratti antropometrici simili a quelli delle
popolazioni dell’Asia Centrale, la confessione religiosa (Islam sunnita) e la
lingua turcofona.
La
“Questione Uigura” comincia con il crollo dell’Unione Sovietica e l’istituzione
delle repubbliche indipendenti di Kazakistan, Kirghizistan e Tajikistan lungo i
confini della regione, e nasce dalla paura del governo di Pechino della nascita
di stati indipendenti in Asia Centrale, infatti, il crollo dell’unione
sovietica contribuì a riaccendere i sentimenti secessionisti della minoranza.
Nonostante che l’allora presidente cinese Jiang Zemin si affrettò a regolarizzare
i rapporti con gli stati emersi dal crollo, gli Uiguri iniziarono degli scambi
commerciali con altri Uiguri del Kazakistan e del Kirghizistan: è proprio per
questi che la popolazione riscoprì un ideale “panturco” e a fomentare un nuovo
ciclo di moti separatisti nella regione.
Le
autorità di Pechino hanno racchiuso in questo separatismo la “guerra globale
al terrorismo”, trasformando ufficialmente gli Uiguri in “terroristi” per il
governo centrale. Gli Uiguri rappresentano la somma di separatismo, estremismo
religioso e terrorismo.
È nata
così, con la potenziale instabilità creata dagli Uiguri, La Struttura
Regionale per l’Antiterrorismo, un’agenzia a cooperazione in Asia Centrals, il
cui scopo è quello di scambio di informazioni sui gruppi terroristici
nazionali e internazionali. Quest’agenzia fa capo alla SCO, l’organizzazione
per la Cooperazione di Shangai che riunisce Cina, Russia, Kazakistan,
Tagikistan, Kirghizistan, Uzbekistan, India e Pakistan.
Con i
nuovi progetti della Via della Seta, la posizione dello Xinjiang si è
aggravata ulteriormente, poiché la regione è attraversata da tre (su cinque)
corridoi economici, questa nazione rappresenta una priorità fondamentale per
la politica estera della Cina. Il primo corridoio economico, il New Eurasian
Land Bridge (NELBEC), connette le regioni costiere della Cina orientale ai
mercati dell’Europa settentrionale, valicando le frontiere nazionali proprio
tra lo Xinjiang e la zona economica speciale di Khorghos in Kazakistan. Il
secondo corridoio, il Cina-Asia Centrale-Asia Occidentale (CCAWAEC), parte
dalla capitale regionale dello Xinjiang, la città di Urumqi, e attraversa il
Medio Oriente fino a raggiungere il porto del Pireo in Grecia. Il terzo
corridoio, il Cina-Pakistan Economic Corridor (CPEC), è uno degli interessi
principali di Pechino, connette la città di Kashgar nello Xinjiang meridionale
al Mar Arabico, offrendo un accesso diretto alle rotte marittime per i porti di
Kenya, Sri Lanka ed Europa. Lo Xinjiang risulta quindi un “tunnel” obbligatorio
nei progetti della Nuova via della seta.
A
partire dal 2017, secondo le stime, più di un milione di Uiguri si trovano
imprigionati nei “centri di formazione professionale”, obbligati ad essere
rieducati attraverso il lavoro, a svolgere lavoro forzato, a bassissimo costo,
in condizioni disumane. Questi campi sono volti alla rieducazione dei membri
delle minoranze islamiche nella regione. Attualmente la dottrina pare essersi
concentrata sullo studio della propaganda comunista e la ripetizione di slogan
a supporto del presidente Xi; la principale fonte di informazione rimangono le
testimonianze.
Gli
attentati dell’11 settembre 2001 sono serviti al governo cinese per puntare il
dito contro la minaccia terroristica rappresentata dallo Xinjiang, visti già
allora come separatisti e inasprendo la loro condizione affermando l’esistenza
di un legame tra questi e il terrorismo internazionale e che “separatismo” e
“terrorismo” fossero una cosa sola.
Dopo
questi avvenimenti, Pechino chiese supporto alla comunità internazionale al
fine di debellare questi gruppi di opposizione che minacciavano la stabilità
del paese, e nel fronte interno iniziò ad intensificare la repressione
religiosa: da un report di Amnesty (marzo 2002) emerge che nei sei mesi successivi
agli attentati dell’11 settembre sono state arrestate migliaia di persone, per
la maggior parte Uiguri.
Nel
settembre 2003, fonti Uigure in esilio hanno affermato che, con la scusa di
operazioni di sicurezza contro il terrorismo, decine di migliaia di persone
sono state arrestate e accusate di “separatismo” o “terrorismo” perché trovate
in possesso di libri Uiguri ed altri documenti sospettati di promuovere
l’indipendenza (poi dati alle fiamme). Vennero inoltre chiusi i luoghi che
esercitavano una “cattiva influenza sui giovani”. Da questo momento in poi,
venne istituita nella regione una campagna di “rieducazione politica” che
prevedeva delle lezioni obbligatorie di “educazione politica”aventi il fine di
chiarire la politica del governo sulle questioni religiose e le minoranze
etniche, di adattare poi la religione alla visione socialista della società
per dare stabilità alla regione.
Attualmente,
sono considerate legali le pratiche religiose conosciute e controllate dal
governo, mentre le attività non riconosciute sono considerate illegali e
vengono represse. Le pratiche riconosciute devono avere le seguenti
caratteristiche:
- appartenere ad una delle cinque religioni ufficiali
riconosciute dal governo: buddismo, taoismo, cattolicesimo,
protestantesimo e islam;
- essere amministrate da personale ufficialmente accreditato;
- essere esercitate in luoghi adibiti a questo scopo dal governo;
- essere svolte nel rispetto e all’interno delle regole fissate
dal Partito.
Sono
emerse serie preoccupazioni sulla condizione degli Uiguri dopo il rapporto
annuale della United States Commission on International Religious Freedom del
2004, dedicato alle misure adottate dalle autorità cinesi per reprimere la
libertà di religione nel Xinjiang, in particolare dopo l’annuncio del 2003 del
partito della loro intenzione di reprimere gli estremisti religiosi, i
terroristi e i separatisti. La commissione chiedeva:
- “to respect fully the universality
of the right to freedom of religion or belief and other human rights and
ratify the International Covenant on Civil and Political Rights;
- to undertake to strengthen scrutiny
by international and U.S. bodies of China's human rights practices and
the implementation of its international obligations;
- to raise the profile of the
conditions of Uighur Muslims by addressing religious freedom and human
rights concerns in bilateral talks; by increasing the number of
educational opportunities in the United States available to Uighurs; and
by increasing radio broadcasts in the Uighur language”.
La maggior parte dei prigionieri
dei Laogai sono di origine Uigura, incarcerati per care di sinizzare il popolo
degli Uiguri per farli diventare davvero cinesi: gli Uiguri devono mangiare
carne di maiale, bere alcolici e ballare, imposto con la minaccia di morte.
"Vivono” in celle sovraffollate e sporche, cantano slogan e sono costretti
a guardare video di propaganda. Viene insegnato loro a non essere musulmani e a
proteggere la Cina.
Il
Partito Comunista Cinese, come di consueto, nega l’esistenza di questa
tipologia di carceri nello Xinjiang. Il Ministero degli Esteri cinese ha
dichiarato: “Tutti i gruppi etnici nel territorio del Xinjiang vivono in un
clima di pace e prosperità.”
Nel
novembre del 2019, il New York Times di New York pubblicò più di 400 pagine
di documenti riservati che accusavano e dimostravano che la minoranza etnica
dello Xinjiang, gli Uiguri, fossero rinchiusi nei campi di rieducazione. Non è
stata però la prima volta che veniva esposta questa pratica, infatti, già nel
2008, secondo un’indagine della Laogai Research Foundation, nella Repubblica
Popolare Cinese questi campi ammonterebbero a 1.422 per l’esattezza.
Non è
certo, anni dopo, quanti siano i campi attualmente attivi. Certo è il punto
svelato dalla BBC, ossia che questi campi siano realmente in funzione, che
siano incarcerate migliaia e migliaia di persone provenienti dallo Xinjiang,
che siano incarcerati uomini, donne, bambini provenienti dalle altre regioni
della Cina, che vengano lavorare in condizioni di schiavitù e che vengano
sottoposte a torture. Senza alcun tipo di ripercussione sul Governo Cinese.