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Metodo di Ricerca ed analisi adottato

Medoto di ricerca ed analisi adottato
Vds post in data 30 dicembre 2009 sul blog www.coltrinariatlanteamerica seguento il percorso:
Nota 1 - L'approccio concettuale alla ricerca. Il metodo adottato
Nota 2 - La parametrazione delle Capacità dello Stato
Nota 3 - Il Rapporto tra i fattori di squilibrio e le capacità delloStato
Nota 4 - Il Metodo di calcolo adottato

Per gli altri continenti si rifà riferimento al citato blog www.coltrinariatlanteamerica.blogspot.com per la spiegazione del metodo di ricerca.

martedì 31 marzo 2026

Claudio Fiori Missione Eu BAN Rafah Strscia di Gaza

progetto 2026  Raccolta testimonianze missioni di Pace

Missione EU BAM Rafah (Striscia di Gaza) Claudio FIORI1


L a Missione Europea EU BAM (European Union Border Assistance Mission) per l’Assistenza ed il Monitoraggio delle attività doganali e di sicurezza al Valico di Frontiera di Rafah, situato sul confine tra la striscia di Gaza e l’Egitto, è stata avviata a seguito degli accordi intervenuti tra il Governo di Israele e l’Autorità Palestinese, sanciti, in data 15 novembre 2005, con un documento di intesa l’“Agreement on Movement and Access” al valico frontaliero di Rafah. Di conseguenza, e a seguito di espressa richiesta da entrambe le parti e del Quartetto (UN, USA, RUSSIA e UE), l’Unione Europea veniva invitata ad assumere il ruolo di terza parte neutrale presso il valico frontaliero di Rafah. Quindi, con un secondo e mirato accordo, l’"Agreed Principles for Rafah Crossing", veniva stabilito il mandato della Missione EU BAM, ovvero quello di monitorare, assistere, verificare e valutare le attività svolte dagli Ufficiali di Polizia Palestinese, nei settori dell’immigrazione, della sicurezza e delle attività doganali, presso il Terminal di Rafah. La Missione EU BAM, non è stata una Missione di sostituzione e non ha svolto funzioni esecutive ma, ha esercitato le proprie attività documentando l’operato palestinese attraverso la redazione di rapporti che, negli eventuali casi di violazione degli accordi, era previsto, sarebbero stati inviati al “Collective Evaluation Working Group”. La EU BAM ha svolto inoltre, attività di consulenza per la formazione qualificata del personale in base agli standard europei. Un altro importante aspetto perseguito dalla Missione è stato quello di creare e favorire lo sviluppo dei rapporti di fiducia tra le parti (confidence building). L’apertura ufficiale del valico è stata celebrata il 25 novembre 2005, alla presenza del Presidente dell’Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas; del Rappresentante Speciale per il Medio Oriente del Segretario Generale del Consiglio Europeo, Marc Otte; il Coordinatore Statunitense per la Sicurezza del Medio Oriente, William Ward; il Capo del Servizio di Sicurezza Egiziano, Omar Suleiman e dei Rappresentanti diplomatici di tutti i paesi membri della Unione Europea. La Missione EU BAM ha iniziato ad operare il 26 novembre 2005, assicurando l’apertura del valico di frontiera per 5 ore al giorno nel primo mese di attività, quindi, estendendo progressivamente l’orario di apertura fino ad assicurare una costante operatività giornaliera del transito frontaliero di 12 ore, con l’obiettivo di raggiungere un’apertura h24, 7 giorni su 7. In particolari occasioni, come per il pellegrinaggio alla Mecca nei mesi di dicembre e gennaio 2006, la Missione EU BAM ha assicurato l’apertura del valico frontaliero per 20 ore giornaliere per favorire il passaggio dei fedeli.

Alla Missione EU BAM Rafah hanno preso parte attivamente oltre 15 stati membri, con l’invio di propri Ufficiali di Polizia. L’Italia ha partecipato con un contingente iniziale di 10 militari dell’Arma dei Carabinieri, alcuni dei quali assegnatari, da parte del Consiglio Europeo, di incarichi rilevanti e di leadership della Missione, tra cui: il Capo Missione, un Ufficiale Generale; l’incarico di Executive Officer, affidato allo scrivente; quello di Capo dell’Amministrazione, affidato ad un ufficiale superiore. La velocità e l’efficacia con la quale l’Unione Europea rispose all’invito, misero in luce una insospettata capacità operativa collettiva europea per la quale in brevissimo tempo fu possibile dispiegare sul terreno uno strumento, costituito “ad hoc” da 15 nazioni europee, in piena armonia di intenti. L'apertura del valico ha fatto si che il deserto del Sinai fosse meno deserto, ha rappresentato una porta sul mondo. È stata una esperienza unica che ha dato ad un popolo l'opportunità di poter gestire i propri movimenti verso il mondo, di aprirsi a nuove relazioni e commerci. Ha restituito la p ossibilità di libero movimento ad oltre due milioni di persone. Essere lì e vedere tanti appartenenti al popolo palestinese emozionati e raggianti per quello che stava accadendo con quella nuova opportunità dava anche a noi la sensazione di essere unici. Tuttavia, nel corso delle attività la EU BAM ha dovuto fronteggiare alcune situazioni critiche che, con professionalità e determinazione, sono state superate:

  • Il 30 dicembre 2005, un cospicuo numero di appartenenti alla Polizia Palestinese attuavano una manifestazione davanti al cancello di ingresso al terminal, esternando l’intenzione di assumere il controllo delle operazioni sulle persone in uscita dalla striscia di Gaza, al fine di catturare un militate di un gruppo politico, responsabile dell’omicidio di un loro collega, che avrebbe potuto sottrarsi alla cattura rifugiandosi in Egitto. Nel corso di tale manifestazione veniva notata una crescente tensione tra i partecipanti che esplodevano in aria numerosi colpi di arma da fuoco. Per motivi di sicurezza, la EU BAM sospendeva per alcune ore le attività presso il valico frontaliero, recuperando nella stessa giornata le ore di sospensione estendendo l’orario di chiusura.

  • Il 4 gennaio 2006, un gruppo di militanti appartenenti alle “Brigate dei Martiri di Al Aqsa” con il volto coperto, armati di fucili mitragliatori e di missili Quassam, si assediavano al cancello di ingresso del terminal, dove permanevano per alcune ore inscenando una manifestazione per il controllo del confine con l’Egitto. In tale circostanza la EU BAM ha assicurato il normale svolgimento delle attività di frontiera.

  • Il 14 marzo 2006, a seguito del ritiro degli Osservatori Inglesi e Statunitensi dalla prigione Palestinese di Jericho, nella West Bank, e nella Striscia di Gaza si verificarono una serie di manifestazioni violente contro le sedi di alcune Rappresentanze diplomatiche occidentali e alcuni cittadini stranieri vennero sequestrati. In tale circostanza la EU BAM decise di anticipare di due ore l’orario di chiusura del Valico.

  • Il 26 aprile 2006, venivano compiuti due attacchi suicidi, entrambi in Egitto, uno a Dhaab e l’altro a breve distanza dal confine di Rafah contro alcuni Osservatori Internazionali della Forza di Pace Multinazionale sotto l’egida delle Nazioni Unite. La EU BAM, pur allertata della situazione, ha continuato la propria attività.

  • Il 19 maggio 2006, il portavoce del partito politico di Hamas, Sami Abu Zuhri, in transito al valico di Rafah, proveniente dall’Egitto, è stato trovato in possesso di una somma di denaro contante di 639.000 euro, non dichiarata e nascosta all’interno di una cintura. Il denaro venne sequestrato e trasferito all’Ufficio del Procuratore Generale dell’Autorità Palestinese per il proseguo delle relative indagini.

Fin dall’inizio della Missione, le condizioni della sicurezza, nella Striscia di Gaza, andarono via via deteriorandosi. Puntualmente si verificarono il lancio di Qassam rockets da parte delle fazioni estremiste palestinesi, cui seguirono le immediate reazioni di fuoco israeliane, con il loro quotidiano triste seguito di dolore e di morte per entrambi i contendenti. Nel tempo, si sono verificati svariati attacchi alle pattuglie dell’Esercito Israeliano in servizio a Kerem Shalom, sul confine con la Striscia di Gaza, dove era situato l’Ufficio di Collegamento Israeliano – Palestinese - Europeo, presieduto da un Ufficiale EUBAM, ed attraverso il quale i Monitors europei passavano per raggiungere Rafah scortati dalla efficiente Guardia Presidenziale palestinese. Attacchi, spesso condotti da “snipers” o mediante “side road bombs”. Tuttavia, malgrado le tante insidie di questa tormentata parte della terra, la Missione EUBAM ha sempre svolto il suo compito orgogliosa di rappresentare l’Europa, come Unione e come Attore della politica internazionale nel mondo, consapevole di essere al centro di una difficile fase di un “Processo di Pace” che, ancora oggi, tutti vogliono, o così dicono, ma ciascuno in dipendenza del raggiungimento dei propri obiettivi.



1Claudio Fiori, 1962, Carabinieri, Legione Marche, Capo Segreteria del Comandante di Legione, EUBAM Rafah, Striscia di Gaza, 21 novembre 2005 – 06 aprile 2007, Maresciallo Aiutante Sostituto Ufficiale Pubblica Sicurezza, Medaglia d’Argento al Valor Militare.



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